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PREMIO “CARA GIULIETTA”
13 Febbraio 2016 @ 17:00
Premio “Cara Giulietta” alle lettere più belle
Tre vincitori, tre lettere, scelte tra le migliaia che ogni anno arrivano a Verona indirizzate semplicemente “Giulietta, Verona”. Il premio Cara Giulietta è dedicato a tutte le persone che da ogni angolo del pianeta inviano a Verona, sigillati in una busta o spediti con una e-mail, messaggi e parole d’amore, un fenomeno unico al mondo che fa di Verona la città dell’amore e di Giulietta la depositaria di speranze, amori, sogni che accomunano persone di ogni provenienza.
Il premio verrà consegnato sabato 13 febbraio 2016 nella suggestiva cornice della Casa di Giulietta alla presenza dei vincitori che trascorreranno il weekend nella città dell’amore e riceveranno il premio ideato dal Club di Giulietta, la scultura di Sergio Pasetto e l’Amarone della Cantina Gerardo Cesari. Presentano l’evento Marco Ongaro e Giovanna Tamassia con la lettura delle lettere vincitrici a cura di Alberto Mariotti, Margherita Sciarretta e Barbara Vallani e la gentile partecipazione degli allievi della Scuola del Teatro Nuovo di Verona.
I vincitori:
Iva Crnaric, vive e lavora come medico a Zagabria. Nella sua lettera racconta una storia d’amore vissuta intensamente tra impeto e timore, sogno e realtà.
Pietro Beneventi è un simpatico pescatore di Comacchio. Ha 39 anni e scrive a Giulietta una bellissima lettera in cui traspare, al di là di grandi delusioni, una intatta e pura fiducia nella vita e nell’amore.
Yanira Enid Sanchez Opio ha 31 anni e dirige a Porto Rico una stazione di benzina. Convinta del potere magico e salvifico emanato dalla storia d’amore più famosa al mondo, torna a Verona per raccontare la sua storia.
“Queste le storie scelte a rappresentare il planetario battito del cuore che ogni anno viene a specchiarsi nel riflesso immaginifico del balcone più famoso del mondo, questo l’esempio che dal popolo degli amanti dell’amore viene a ricordarci che non tutto è terrorismo, non tutto crisi economica, non tutto obbligazioni al macero e mafia.
C’è chi sogna e riempie la propria vita di un sogno antico come la letteratura, meno illegale della cocaina e più pervasivo del narcotraffico: l’eterno sogno di una necessità che strappi l’anima alla banale quotidianità grazie al respiro improvviso di un’attrazione indimenticabile, di una dedizione irrinunciabile, di un’inossidabile brillantezza emotiva”. (Marco Ongaro)
Con il patrocinio del Comune di Verona, Assessorato alla Cultura, Provincia di Verona, Regione Veneto e il sostegno di Camera di Commercio di Verona, Cooperativa Albergatori Veronesi, Cantina Gerardo Cesari.