Celle-ci c’est moi
Conquista più il poeta
O il pittore
Non c’è mai stata gara
Nossignore
Chi usa il carboncino
Il pennello il colore
Ha la modella nuda
Già davanti a sé
Il poeta deve invece
Millantare
Spergiurare e mentire
Aggiudicare
all’una e all’altra donna
Versi diversi
Ai quali con riserva
Lei forse crederà
Celle-ci c’est moi
Celle-ci c’est moi
Come dubitarne
In queste strofe
È la mia carne
Il mio pensiero
Tutto il mio charme
Dico davvero
Celle-ci c’est moi
Celle-ci c’est moi
Il pittore coglie il fiore
Già in piena seduta
Prima che l’opera
Sia compiuta
Sparge un po’ d’olio
Di lino sul lenzuolo
Poi se ne resta solo
Ritocca e definisce
E quando guarda
Lei quasi non si riconosce
È sempre più bella
Di quanto non fosse
Una specie di ibrido
Uno strano animale
Stupenda creatura
Di un bestiario medievale
Celle-ci c’est moi
Celle-ci c’est moi
Come dubitarne
In questo quadro
È la mia carne
Il mio pensiero
Tutto il mio charme
Dico davvero
Non invecchierà
Celle-ci c’est moi
Il quadro è venduto
A uno straniero
Esposto su altri muri
Sotto un altro cielo
Forma sposseduta
Di una figura in posa
Titolo generico
Donna con rosa
E il ritratto del poeta
In forma editoriale
Pubblicato a proprie spese
Poche copie per Natale
Presentato in libreria
Una botta e via
Per lei chissà
Forse per lei chissà
Celle-ci c’est moi