Vita ignobile di un poeta
C’è sempre qualcosa di diverso
Di minore
Tra la potenza del verso e il crollo
Dopo l’amore
Abituato al dislivello lui lo chiama iato
Giovin Signore
Costringendo al dizionario il disgraziato
Senza pudore
Ma non nella gloria non nel passato
Non nel destino
Ma nella folla immersa nella folla
Sogna un panino
Sogna il ricco ripieno come una scoperta
Rivelazione
Farcito sempre con qualche salsa incauta
Che delusione
C’era Baudelaire alla toilette
L’hanno rubato
La carta igienica sta là
Ma manca il quadro
Era un locale ricercato
Mal frequentato
Non si rubano i poeti dai bar
Mondo ladro
Lui assapora l’erba appena tagliata
Senza allergia
Ma dell’allergico si cura e gli scrive
Un’elegia
Dedica allo starnutatore sfortunato
La fantasia
Di poche rime strappate al sublime
Buttate via
Perché è la fame che ancora lo attanaglia
Non il destino
Se tra la folla che erra ma soprattutto sbaglia
Sogna un panino
Ricco ripieno di non si sa bene cosa
Succulento
E dopo averlo divorato se ne torna a casa
Sonnolento
C’era Baudelaire alla toilette
L’hanno rubato
La carta igienica sta là
Ma non il quadro
Era un locale ricercato
Ma mal frequentato
Non si rubano i poeti dai bar
Mondo ladro