Concordanze
Se avessi avuto solo un po’ meno paura
O se l’avessi imparato da bambino
Che il rap in fondo è figlio di un alessandrino
Avrei risolto i dubbi sulla mia natura
Se avessi avuto il senso delle concordanze
Tutto sarebbe stato sistemato prima
Le strofe i versi il brutto rischio della rima
Tra le metafore guidate dalle urgenze
Guardavo le parole e vedevo Dio
Forse non quello tuo ma quello mio
Guardavo le parole e le vedevo belle
Vene striscianti sotto la pelle
Il mondo fuori e io stavo dentro
Tanta periferia e un solo centro
Tanta malinconia e un solo scherzo
Fin troppa polizia per uno che si è perso
Le stelle stanno plastiche nel firmamento
Specchi infedeli della vita sottostante
Le sfumature lievi delle concordanze
Rovistano le braci di un camino spento
M’interrogo sul senso delle intermittenze
Lungo il canale nella casa dove vivo
E nel condizionale trovo il congiuntivo
E nell’arrivo trovo tante più partenze
Guardavo le parole e vedevo Dio
Forse non quello tuo ma quello mio
Guardavo le parole e le vedevo belle
Vene striscianti sotto la pelle
Il mondo fuori e io stavo dentro
Tanta periferia e un solo centro
Tanta malinconia e un solo scherzo
Fin troppa polizia per uno che si è perso
Ma chi si occupa di te adesso non è mica un manager
E non è neanche un editore un collezionista un aviatore
Chi si occupa di te adesso lo cerchi nello specchio
E lascia perdere la rima con vecchio buonanotte al secchio
Chi si occupa di te adesso è forse un assistente
Ha a che vedere col tuo corpo molto più che con la tua mente
Maschio femmina binario bisessuale fluido
Vallo a capire dal tatto che l’occhio si è fatto tutto umido
Troppo umido